Donne e letteratura: invisibili / Femmes et littérature: les invisibles / Women in literature: invisible

“A onor del vero, Gina non sapeva neppure che anche le donne potessero essere premiate con il Nobel […] eppure ve n’erano state ben ventinove [..].” (La lettera G, p. 196)

 

Qualche giorno fa, sul sito Le donne visibili, viene pubblicato un post che torna su un argomento che mi è caro, la mancanza di VISIBILITA delle donne – in questo caso in letteratura. In una grande antologia del 900 letterario, sulla quale molte/i hanno studiato, su 104 autori, nessuna donna è menzionata. E questo nel secolo in cui le donne hanno finalmente potuto avere voce. Come è possibile?

Della mancanza di visibilità ho già parlato. La prima volta il 1.7.2014, tre anni fa, quando ho preso la decisione di leggere prevalentemente autrici per tentare di compensare i vent’anni di lettura svolta inconsapevolmente al maschile. (Leggete o rileggete: La letteratura è donna, ma la scrivono gli uomini (https://manuelabonfanti.wordpress.com/2014/07/01/la-letteratura-e-donna-ma-la-scrivono-gli-uomini/). Il ruolo della scuola è stato primordiale, e mi ha innegabilmente influenzato verso la lettura di autori maschi. Leggo ancora parecchi uomini (tranquille/i!) ma in percentuale ridotta. E ciò mi ha permesso di scoprire delle vere perle. Il secondo articolo sull’invisibilità è apparso sia sul mio blog, che su quello delle Donne Visibili, con il titolo Donne in-visibili: in esso discutevo dell’assenza del movimento femminista nei libri di storia. (https://manuelabonfanti.wordpress.com/2017/03/08/donne-in-visibili-femmes-in-visibles-in-visible-women/).

Non ho abbastanza elementi per affermare se sia un fenomeno solo italiano o globale. Ma un fatto rimane e confermo: nei miei studi di Lettere, l’attenzione alla letteratura femminile è stata minima, laddove una pratica consapevole non era presente. Così, negli studi di anglistica, ho trovato molta più disponibilità a studiare la letteratura al femminile che in quelli di italianistica.

Termino su una nota positiva: si diffonde sempre più la consapevolezza, a cominciare da noi donne, che siamo state ignorate. Inconsapevolmente, certo: non penso che vi sia mai stata l’intenzione di negare rilievo all’operato femminile. Faceva semplicemente parte della mentalità comune. E, se soltanto potessimo usare il passato, potremmo ritenerci soddisfatte.

Qui tocca anche a noi donne. Possiamo agire: leggiamo al femminile. Sosteniamo le donne in ciò che fanno. Diamo rilievo a ciò che ottengono.

Ci metterò del mio per suggerirvi qualche lettura, promesso. Qualcuna la troverete già nella sezione Link di questo sito. Perché ho oggi più che mai la certezza che le grandi dimenticate dalla storia, dalla letteratura, dai grandi exploit, dalle scoperte rivoluzionarie, eccetera, sono esistite, e in maggior numero di ciò che pensiamo. Se oggi iniziamo a conoscerle è perché l’ air du temps di questo momento storico permette infine di ridare loro il lustro che hanno sempre meritato.

 

Femmes et littérature: les invisibles

Je reviens à un sujet qui m’est cher, c’est à dire le manque de visibilité des femmes – dans ce cas, en littérature.

Car dans une grande anthologie du 900 italien, sur 104 auteurs, il y en a aucune. Et ceci pendant le siècle où les femmes ont enfin pu faire entendre leur voix.

Ce n’est pas la première fois que j’en parle. Lisez (en italien) cet article intitulé La littérature est femme, mais elle est écrite par les hommes. Il date du 1.7.2014, quand j’ai pris conscience de comment j’ai été influencée par l’école à la lecture d’auteurs hommes. (https://manuelabonfanti.wordpress.com/2014/07/01/la-letteratura-e-donna-ma-la-scrivono-gli-uomini/). Le 8 mars dernier, j’ai pu constater à nouveau l’absence du mouvement féministe dans les livres d’histoire (https://manuelabonfanti.wordpress.com/2017/03/08/donne-in-visibili-femmes-in-visibles-in-visible-women/). C’est ceci qu’on apprend, donc: les femmes sont invisibles, elle n’ont rien accompli.

Nous savons très bien que cela est faux. Peut-être ce fait est lié à des aspects culturels: par exemple, dans mes études de Lettres, la littérature des femmes est beaucoup plus étudiée dans le Département de Langue et littérature anglaise que dans celui de L/L italienne.

Je préfère terminer en positif: nous sommes de plus en plus conscient(e)s que nous avons été ignorées. Ceci de façon inconsciente, bien sûr: je ne crois pas qu’il y ait eu l’intention de nier aux femmes la visibilité qu’elles méritent, c’était juste considéré normal que ce soit ainsi. Tout, jusqu’à un présent relativement récent, à été rédigé et enseigné par les hommes. Mon souhait, à l’heure actuelle, est finalement très modeste, loin des revendications: que l’on puisse parler de cela au passé.

Nous, les femmes, pouvons agir: lisons d’autres femmes. Soutenons-les. Soyons attentives à ce qu’elles accomplissent.

C’est simple. Et la meilleure façon de changer.

 

Women in literature: invisible

Let me talk again about the absence of visibility for women. This time I am going to discuss literature, because in an anthology of the XX century used in Italian schools, none of the 104 authors proposed are women. Sure that none could be found? No Virginia Woolf or Jane Austen in Italy? Apparently not. Yet we know that this is not true. How come?

I already discussed this topic. The first time in 2014 (https://manuelabonfanti.wordpress.com/2014/07/01/la-letteratura-e-donna-ma-la-scrivono-gli-uomini/): literature is a feminine word, but it’s written by men. The second last March, when I realised that the feminist movement was absent from a history book I offered my daughter. How is she supposed to learn about women, if women are not mentioned? (You can read this article in English as well: https://manuelabonfanti.wordpress.com/2017/03/08/donne-in-visibili-femmes-in-visibles-in-visible-women/). How can she believe she can accomplish something herself? Thank God she has a mother who pays attention to these “trifles”.

Let me finish on the positive side: we are beginning to realise that women have been ignored. Unconsciously, I believe: it was just the way people (men and women) have been taught to think. And school books have been written mostly by men. School did not help as it should have had.

But we can change this.

Yes, we can.