Punti di vista / Points de vue / Points of view

«È solo una questione di punti di vista. Non dovevo vergognarmi, se la mia ambizione era servire” (Misure variabili, in Punti e Interrogativi, p. 8)

È di alcuni giorni fa un articolo su Focus Extra a tema: la stupidità. Le ultime righe, mordaci e basate su uno studio universitario, rivelano un particolare che mi fa riflettere di nuovo su come l’informazione possa essere “manipolata” da caratteristiche sociologiche, economiche o di genere, che portano a una inconsapevole omissione. Infatti, leggendole mi è stato subito chiaro che la giornalista è donna. Un uomo, infatti, l’avrebbe citato? Non ne sono affatto convinta. O nella (remota?) possibilità, l’avrebbe fatto con toni e parole diverse, modificando la portata dell’informazione. Tra alcune righe vi sarà chiaro il perché.

Del contenuto non mi interessa disquisire. Mi interessa farvi partecipi della mia riflessione su quanto abbiamo perso, e su quanto perderemo ancora, se non ammettiamo che una visione unilaterale (e androcentrica) ha permeato per secoli (per esempio in letteratura, di cui ho già scritto) la nostra comprensione del mondo. Questa visione si perpetua ancora oggi, magari in modo più sottile, attraverso la parola delle classi e delle religioni dominanti, o del mondo occidentale (citando solo le più evidenti, senza parlare di handicap, di anagrafe, di politica, ecc.).

Perché unilaterale non significa solo maschile, anche se è un criterio che ha chiaramente influenzato persino tematiche da sempre attribuite alle donne, come la cura o l’educazione, rendendo ogni riflessione al riguardo incompleta e soggettiva.

Perciò dobbiamo leggere, ascoltare, riflettere, con occhi e mente aperta.

Concludo con il paragrafo che mi ha interrogato. “Secondo uno studio dell’Università di Newcastle, gli uomini sarebbero la metà del cielo più intellettualmente fragile. La conclusione nasce da una consultazione dell’archivio del premio Darwin, il sarcastico riconoscimento attribuito a chi, morendo per un’azione cretina, ha contribuito all’evoluzione dell’umanità, nel senso che ha evitato di trasmettere il proprio patrimonio genetico. Dal 1995 al 2014, su 318 premi assegnati, ben 282 sono stati attribuiti a uomini.”

 

Points de vue

La stupidité est le thème d’un article paru dans Focus Extra Italie ces jours-ci. Les dernières lignes citent une étude universitaire et me révèlent, en même temps, quelque chose sur la personne qui les a écrites: il s’agit d’une femme. Un homme n’aurait pas mentionné cette étude, je me dis. Ou tout au plus, il l’aurait fait d’une autre façon. Vous verrez pourquoi. Cette constatation me mène à nouveau à réfléchir sur le rôle du genre (ou de la politique, de la religion, de la classe sociale, pour en rester au plus poignants) dans notre compréhension du monde. Car par omission, l’on peut « manipuler » les informations.

Le contenu de l’article ne m’intéresse pas. Mais il est utile pour insister à nouveau sur combien nous avons perdu, et combien nous perdrons encore, si nous n’admettons pas qu’une vision unilatérale (et masculine, par ailleurs, comme je l’ai déjà écrit en discutant de littérature) nous a influencé pendant des siècles. C’est pour cela qu’il nous faut lire les yeux et l’esprit très ouverts.

Voici enfin le paragraphe qui m’a interrogé. Selon une étude de l’Université de Newcastle, les hommes seraient intellectuellement plus fragiles. Cette conclusion est basée sur une consultation du Prix Darwin, sarcastiquement attribué à qui, en mourant suite à un comportement crétin, a contribué à l’évolution de l’humanité en évitant de transmettre ses gènes. De 1995 à 2014, sur 318 prix attribués, 282 ont été remportés par des hommes.

 

Points of view

Stupidity is the topic of an article I read in Focus Extra in Italy a couple of days ago. As soon as I read the very last lines, I realised it must have been written by a woman journalist. I sincerely doubt a man would have used the research she mentioned, or else, he would have presented it in a very different way. This lead me to consider once again the role of gender – as well as economics, education, politics, etc… (to cite just a few) in the way we have always understood the world.

I have already discussed this topic, pointing out literature (written by men only for centuries) as an example. Yet, I insist: we must realise and admit that a unilateral (and androcentric) vision is incomplete and biased. So is one based on occidental values only. Or on one-party politics or on a specific religion, just to name a few. So, let us read with an open eye and judge with an open mind.

These are the lines: A Newcastle University research demonstrated that men are more intellectually fragile than women. The conclusion is based on the sarcastic Darwin Award, which awards people who died because of a stupid action and, thus, contributed to the evolution of humanity because they did not transmit their genes. From 1995 to 2014, out of the 318 people awarded, 282 were men.

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