Donne in-visibili / Femmes in-visibles / In-visible women

“Non sarebbe cambiato granché, in fondo […]. Tutto avrebbe continuato ad essere come prima” (La lettera G, p. 75)

Mia figlia, una curiosa bimba di nove anni, si interessa di storia. Balzo sull’occasione per offrirle un libro per ragazzi, un volume che tratti gli avvenimenti principali, da leggere e discutere insieme. Sfoglio su internet perché, abitando all’estero, mi è comodo. E mi pare che Tutta la storia fino ai giorni nostri, edito da Giunti Junior, possa fare al caso mio. Le recensioni lo danno ottimo per la fascia elementare, anche se un commento avverte che presenta lacune. Mi chiedo quali, ma poi mi dico che stiamo parlando a una bimba di quarta elementare e che, se copre i movimenti storici più importanti, per un primo approccio può bastare. Pare persino ben strutturato e ben illustrato. Perciò lo compro.

Ecco, l’ho ricevuto. Lo sfoglio.

A prima vista copre i maggiori avvenimenti: preistoria, civiltà, medioevo, feudalesimo, umanesimo e rinascimento, rivoluzione francese e industriale, conflitti mondiali, con uno sguardo privilegiato sull’Italia. Noto che dedica persino tre pagine alla società americana, trattando dei diritti e delle lotte dei Neri. E lì mi fermo, a quelle ultime pagine che concludono la Storia del Novecento. Ohibò, rifletto, ma qui manca davvero qualcosa!

Dove sono le donne, in questa Storia? Ancora e sempre, invisibili. Al movimento femminista, pur svoltosi a cavallo di due secoli e di numerosi paesi, non sono dedicate che tre frasette riassuntive, queste: “basti pensare alla nascita del movimento femminista, alle lotte per il divorzio e per l’aborto”. Tutto qui? Tutto qui gli anni di lotte, di sacrifici e di conquiste? Tutto qui un cambiamento che ha sconvolto equilibri millenari? Che ha fatto evolvere e ha cambiato la società?

Sì, tutto qui. Che non mi dovevo fare illusioni era chiaro fin dalla quarta di copertina, che candidamente cita: “In questo volume troverai le tappe fondamentali della storia dell’uomo..”. Pensavo fosse un vizio di forma, la solita discriminazione linguistica alla quale siamo abituate da sempre. Invece no. Era proprio vero: la storia delle donne in questo volume non c’è. Non c’era spazio? C’erano eventi più importanti da citare? Non ha contato abbastanza? Ce lo siamo scordati? Quale sia la risposta, io non lo so. Ma prendetene nota e parlatene attorno a voi. Questo non deve più succedere.

La Storia non può rendere le donne invisibili. Perché anch’esse l’hanno scritta e la stanno ancora scrivendo. Ora più che mai.

Buona festa a tutte le donne.

 

(ritrovate questo articolo sul blog: Ledonnevisibili)

 

Femmes in-visibles

Ma fille a 9 ans et elle s’intéresse à l’histoire. Je décide donc de lui offrir un livre qui présente un survol des événements principaux. J’en vois un, online, qui pourrait faire l’affaire. Deux bons avis, un qui avertit: il y a quand même des lacunes. Lesquelles, je me demande. Mais je me dis qu’en CM1, on ne peut pas tout voir et comprendre. Les événements principaux devraient suffire, à cet âge. Donc je l’achète.

Je le reçois, je le feuillette. À première vue tout y est, préhistoire, moyen âge, civilisations anciennes… jusqu’au siècle dernier, où j’ai le plaisir de découvrir que même l’histoire des droits des Noirs y figure. Et là, je m’arrête. Que manque-il donc ? Vous ne l’imaginez pas?

Où sont les femmes, dans cette Histoire? Encore et toujours, invisibles. Ignoré, caché, même pas dignes d’être mentionné, le mouvement des femmes est le grand absent. Trois petites phrases résument des combats de plus de 2 siècles, dans plusieurs pays. Les voilà : « il suffit de mentionner la naissance du mouvement féministe, les luttes pour le divorce et pour l’avortement ». Voilà tout.

Oui, voilà tout.

Il ne fallait pas oser espérer plus, pourtant, car au dos du livre on y lit clairement : « Dans ce volume, tu trouveras les étapes fondamentales de l’histoire de l’homme.. ». Et moi qui pensais que ce n’était qu’une banale discrimination linguistique! Ce ne l’était pas, c’était bel et bien la vérité, car dans ce livre, il n’y a point d’histoire des femmes. Mais pourquoi pas ? Il n’y avait pas de place ? Il y avait d’autres choses bien plus importantes à raconter ? On a oublié? Je ne connais pas la bonne réponse, mais parlez-en autour de vous, tout cela doit changer.

Les femmes ont écrit un gros chapitre de l’histoire. Elles sont encore en train de l’écrire. Et elles ont le droit d’être lues. L’Histoire ne doit pas les oublier. Et je suis fière d’écrire mes propres lignes.

Bonne fête à toutes les femmes.

 

In-visible women

My daughter took an interest in History. So I offered her a book for primary school. So far so good. But when I received it, I noticed that something was missing. Can you guess what?

Women are missing. Two centuries of women struggles summarised in 3 short sentences. Here they are: “think about the birth of feminist movement, about the struggles for divorce or abortion”. This is all. I can tell you. This is how women are made invisible.

I should not have hoped for more, though. It was clearly stated on the back of the cover: “in this book you will find the fundamental events in the History of Man”. I thought it was just the usual linguistic discrimination to which we are all used to. In fact not. It was simply the truth.

Why not talking about the feminist mouvement? No room for it? More important things to write? Not important enough? Simply forgotten? Or else, which I cannot understand? I do not know the right answer, but talk about this to other people. Do not let women be forgotten and made invisible.

For women have written an important chapter of History. They are still writing it. Now more than ever. And I am proud to be one of these writers.

8th March. You know what this date means to all of us.

Annunci