Gesti che salvano vite / Des gestes qui sauvent des vies / Checking can save our lives

La settimana scorsa era la settimana sulla prevenzione dei tumori al seno. Me lo comunica l’amica d’infanzia Barbara Gianetta, che lavora nel settore delle cure. La settimana è terminata. Ma c’è ancora tempo per verificare e consultare in caso di dubbio. Un gesto semplice che può salvarci la vita. Grazie a Barbara per la segnalazione.

 

La semaine passée était la semaine de prévention du cancer du sein. La semaine est terminée, mais nous sommes toutes encore à temps pour vérifier et consulter en cas de doutes. Des simples gestes peuvent nous sauver la vie. Merci à Barbara, qui travaille dans les soins, pour me l’avoir signalé.

 

A friend informed me that last week was breast-cancer prevention week. The week is over. But there is still time to check. It can save our lives.

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Scrivere per sé, scrivere per gli altri / Ecrire pour soi-même et pour les autres

“Ma […] se c’era una vita da rammendare, voleva che fosse la sua.” (Rammendi, in Punti e Interrogativi, Antonio Tombolini Editore, p. 146)

 

L’écriture est avec moi depuis le premier jour d’école. J’avais 6 ans et la maîtresse m’appela au tableau, où j’écris le seul mot que je savais écrire : mon nom. Un mot quelconque ? Détrompez-vous ! C’est la porte d’entrée de la maison de l’identité et, depuis, j’en ai exploré les pièces.

Aujourd’hui je franchis une nouvelle étape. L’exploration se concrétise : après la sortie de mon roman, La lettera G, une histoire personnelle mais au même temps universelle, celle de la femme commune, j’ai pris conscience de mon intérêt pour les histoires de vie. Non pas celles pour des personnes connues, plutôt pour les histoires « banales », oubliées, silencieuses. Une série de coincidences me met sur la route de la Libera Università dell’Autobiografia, auprès de laquelle je viens de recevoir un diplôme d’experte en méthodologies (auto)biographiques. C’est la suite naturelle de mon parcours.

Mon point de départ en écriture est probablement le même que le vôtre : j’ai écrit pour moi-même, tout simplement, loin de l’idée qu’un jour je serai écrivaine ou que j’enseignerai l’écriture. J’ai étudié les Lettres par passion et par intuition. Ensuite j’ai écrit des articles, des nouvelles et enfin des livres.

Maintenant, je souhaite travailler avec l’écriture, en accompagnant les autres pour que vous puissiez tirer bénéfices de l’écriture autobiographique. Pourquoi écrire, vous vous demandez peut-être. Pour prendre soin de vous-mêmes, pour retrouver une place de protagoniste dans votre propre vie, pour laisser un témoignage, pour remettre de l’ordre dans le grenier des souvenirs et avoir une vision plus claire, un autre point de départ. Les raisons sont nombreuses et je ne connais pas les vôtres. Ce que je sais par contre, est que le seul prérequis est l’envie d’essayer. Écrire pour soi, sans la pression d’un public, sans peur du jugement, est une expérience extraordinaire qui peut également libérer la créativité, en plus des émotions.

Orhan Pamuk, Nobel de littérature 2006, le dit joliment: “J’écris non pas pour raconter une histoire, mais pour la construire”.  Si vous souhaitez vous essayer à l’écriture en partant du point le plus important – vous – et essayer de trouver une porte d’entrée différente, je vous accompagnerai volontiers. J’adore voyager et les routes de la vie sont passionnantes et riches en surprises.

Si vous avez des doutes, lisez le volet Life Stories FAQ. Sous le volet Life Stories Labs vous y trouverez tout pour entamer cette nouvelle aventure. Parcourons un bout de chemin ensemble.

 

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La scrittura mi accompagna fin dal giorno in cui andai alla lavagna in prima elementare e scrissi l’unica parola che sapevo scrivere: il mio nome. Mica una parola da nulla: è la prima porta di entrata verso l’identità. E, da allora, ne ho esplorato le stanze.

Arrivo oggi a un punto della vita nel quale l’esplorazione prende forma più concreta. Dopo la pubblicazione del romanzo La lettera G, una storia personale e al contempo universale, ovvero quella della donna qualunque, ho preso coscienza del mio interesse per le storie di vita. Non quelle importanti, bensì le storie “banali”, dimenticate, silenziose. E, per una serie di coincidenze, mi sono imbattuta nella Libera Università dell’Autobiografia, presso la quale ho appena conseguito il diploma di esperta in metodologie (auto)biografiche. Un proseguimento naturale del mio percorso, un punto di sosta o chissà, di arrivo.

Sono partita dallo scrivere per me stessa, lontana anni luce dall’idea di pubblicare libri o di insegnare scrittura. Ho studiato Lettere per passione e intuizione. Ho scritto articoli, racconti, un blog e infine libri. Ho avuto la fortuna di trovare occhi attenti e sensibili, che mi hanno permesso di pubblicarli.

Ora voglio continuare a lavorare con la scrittura, accompagnando altri verso i benefici della scrittura in autobiografica. Perché? Per prendersi cura di sé, per tornare ad essere protagoniste/i della propria vita, per lasciare una testimonianza, per dipanare la matassa dei ricordi e costruirne una visione più chiara, un altro punto di partenza della propria vita. Le ragioni sono innumerevoli e non conosco le vostre. Ma so per certo che il solo requisito è la voglia di provarci. Scrivere per sé, senza la pressione di un pubblico, senza paura del giudizio, è un’esperienza straordinaria, che può liberare creatività e – sempre – emozioni.

Lo dice bene Orhan Pamuk, Nobel di letteratura 2006: “Scrivo non per raccontare una storia, ma per costruirla”. Così, in Rammendi, uno dei miei primi racconti pubblicato a ottobre scorso nella raccolta Punti e Interrogativi, già avevo usato, inconsapevolmente, questa metafora. Allo stesso modo, il finale di un altro racconto, Le urla dei muti, tradiva il desiderio di aiutare gli altri a scrivere, mettendo a disposizione le mie capacità.

Se volete avvicinarvi alla scrittura partendo da voi stesse/i, cercando una porta di entrata diversa alla vostra vita, vi accompagnerò volentieri. Adoro viaggiare e le strade della propria vita sono appassionanti e fruttuose.

Se avete ancora dubbi, leggete Life Stories FAQ su questo sito: rispondo lì a eventuali domande che questo post può avervi suscitato. Mentre nella sezione Life Stories Labs troverete ulteriori dettagli e i luoghi degli incontri già programmati.

Incontriamoci lì. E percorriamo, insieme, un tratto di cammino.

 

Violenze/Violences/Violences – Gridiamo / Hurlons / Let us shout STOP!

“Amore mio, che ti è successo? Quando ci siamo conosciuti non facevi così?” (Cuore senza occhi, Punti e interrogativi, Antonio Tombolini editore)

 

25 novembre

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Picchiate. Violentate. Aggredite. Brutalizzate. Torturate. Uccise.

Le parole per denunciare questa brutale realtà sono tante. Ma quella da gridare è stop alla violenza contro le donne. Anche una sola violenza è di troppo.

Journée internationale pour l’élimination de la violence à l’égard des femmes

Battues. Violées. Agressées. Torturées. Tuées. Autant de mots pour dénoncer une réalité effrayante.

Il nous en manque un: disons stop aux violences contre les femmes. Une seule violence est déjà trop.

International day for the elimination of violence against women

Hit. Raped. Aggressed. Tortured. Killed. So many words to tell a brutal reality.

So say just one more word: stop to violence against women. Even one more violence is too much.

 

PUNTI E INTERROGATIVI, nuovo libro/nouveau livre/new book by Manuela Bonfanti Bozzini

punti e interrogativi

Collana Oceania di Antonio Tombolini Editore, 2016, ISBN 9788893370554

Disponibile da subito in ebook e da fine novembre in versione cartacea.

Acquistalo qui: ebook / cartaceo : acheter/buy it here

Donne in primo piano o sullo sfondo. Ieri, oggi, qui, altrove. Donne infine protagoniste, sempre, della loro vita. Uno sguardo che osserva e si interroga, traducendo dubbi e certezze. Donne diverse o uguali a ieri, impegnate oggi per i paradigmi di domani. Quesiti esistenziali, relazionali, materiali, che rincorrono il traguardo di quel rassicurante punto che, una volta raggiunto, si rivela solo linea di partenza per nuove domande. E il circolo vizioso si trasforma in virtuoso. Perché niente è. Ma sarà? Quattordici racconti grazie ai quali, cercando risposte, si scopre che esistono soltanto domande.

Una raccolta di racconti che spazia su argomenti in apparenza femminili, ma che non possono essere separati dalle analoghe esperienze maschili. La raccolta contiene alcuni scritti premiati negli scorsi anni e pubblicati in antologie di premi letterari, e diversi racconti più recenti. Anche grazie alla forma del racconto breve, il volume risulta agile, di lettura gradevole, pur affrontando temi e contenuti profondi. Il libro è edito dalla casa editrice Antonio Tombolini, prima casa editrice digital first, che crede fermamente nella distribuzione web. Grazie a un concetto innovativo e alla collaborazione di personale altamente qualificato, ATE si sta ritagliando uno spazio importante nel panorama letterario italiano. L’offerta in catalogo è già ben fornita, perciò non esitate a dare un’occhiata tra gli scaffali online. Il distributore ufficiale della versione cartacea è Amazon, ma anche tutti gli ebook sono ordinabili sul sito del gigante della distribuzione.

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Femmes sur le devant de la scène, ou derrière. hier, aujourd’hui, ici, ailleurs. Des femmes enfin protagonistes, pour toujours, de leur vie. Un regard qui observe et s’interroge, traduisant en mots doutes et certitudes. Des femmes qui ont ou n’ont pas changé, engagées aujourd’hui pour les paradigmes de demain. Des questions existentielles, relationnelles et matérielles, qui courent après un rassurant point d’arrivée qui, une fois atteint, se révèle le point de départ pour des nouvelles questions. Et le cercle vicieux se transforme en vertueux. Car rien n’est vraiment. Mais il le sera? Quatorze nouvelles grâce auxquelles, en cherchant des réponse, nous découvrons qu’il n’existe que des questions.

Women in the foreground or in the background, yesterday, today, here, elsewhere. Women who are finally main characters of their own lives. A penetrating look which observes and asks questions, translating them into short stories of doubts and certainties. Women who changed or stayed the same through time, engaged today for tomorrow’s way of life. Existential, material, relational questions which look for a reassuring finishing line which, once reached, is nothing else than a starting point. It’s a catch 22 race whose price is growth. Because nothing really is. Yet could be. Fourteen short stories which, looking for answers, help us discover that only questions exist.

L’ANONIMA GINA VIAGGIA NEL MONDO / Femme anonyme en voyage / An anonymous woman travels around the world

“Ma con i piedi saldamente radicati in terra, non avrebbe mai raggiunto il firmamento […]” (La lettera G, p. 112)

WordPress mi comunica che nel 2015 questo blog è stato letto da 26 paesi del mondo! Italia, Francia e Svizzera in testa, fino a Ucraina, Cina, India, Sud Africa, Stati Uniti o Venezuela. Questo mi pare il dato più importante e rappresenta per me, unitamente alle connessioni giornaliere, un incoraggiamento a continuare a scrivere. Sogno però ancora una partecipazione attiva e vi incoraggio di nuovo a farvi ascoltare tramite questa piattaforma di scambio.

Vi auguro un anno fantastico!

Ps: nel prossimo post parliamo di uomini e donne….

Femme anonyme en voyage

WordPress me signale qu’en 2015 ce blog a été lu depuis 26 pays dans le monde. France, Italie et Suisse en tête, jusqu’en Ukraine, Chine, Inde, Afrique du Sud, Etats Unis ou Venezuela. Celle-ci est, à mes yeux, la donnée la plus importante et avec les connexions représente l’encouragement à continuer à écrire. Je rêve encore d’une participation plus active et je vous encourage à nouveau à vous faire entendre.

Une merveilleuse année à toutes et tous !

Ps : dans le prochain post nous parlerons de la relation entre hommes et femmes

Anonymous woman travels around the world

Worpress statistics show that people from 26 different countries in the world have read this blog last year. Let me encourage you to write as well and let your voice be heard!

I wish you a marvellous new year!

Ps: In the next post, we will be talking about men and women…

BUON COMPLEANNO, VOCI DAL SILENZIO! /Joyeux anniversaire / Happy birthday

Spegnendo la prima candelina, ringrazio chi mi sta seguendo e continuerà a farlo, e in particolar modo chi ha speso un briciolo del suo prezioso tempo per commentare, perché proprio i commenti mi offrono la possibilità di riflettere ulteriormente ai temi che propongo e che ho abbordato nel mio romanzo. Ma questo non è un libro: è uno spazio di discussione. Sollecito quindi lettrici e lettori (che vedo connettersi quotidianamente) a partecipare non solo via email. Come ben dice un amico, alcuni dei commenti più intelligenti spesso si trovano nei pensieri di chi ha troppo pudore per esprimerli (mentre il web è inondato di sciocchezze di spudorati) e questa è una grande perdita.

Ora faccio il punto della situazione. Il filo rosso è costituito proprio dalle tematiche femminili, che spesso sono diverse tra loro. Questa scelta ha reso il blog meno ancorato a realtà precise (il lavoro, l’amore, i figli..). Ma così lo volevo: non una comunità di professioniste, di principesse o di mamme, perché le donne non sono uno stereotipo e basta. La complessità delle donne si svela nella corrispondente complessità delle tematiche che le riguardano e che sono spesso circondante dal silenzio. Parliamone, invece. Rompiamo il silenzio. Io ho voluto farlo a modo mio e chissà, qualcuno avrà pensato che sono le solite elucubrazioni di una pazza. Se ciò è accaduto, me ne rallegro, perché non si possono scoprire luoghi nuovi percorrendo strade già conosciute.

Allora eccomi, sono pronta. Mi metto in viaggio per un secondo anno di Voci dal Silenzio e sto tutta orecchie. Non vedo l’ora di sentire la vostra voce.

Joyeux anniversaire au blog

Merci aux personnes qui ont pris le temps de laisser un commentaire sur mon blog, cela m’aide à réfléchir ultérieurement aux thématiques abordées. Le fil rouge est constitué par une attention au féminin, dans plusieurs domaines. Je n’ai pas voulu discuter seulement de réalités très précises (travail, amour, enfants…) car je ne voulais pas de communauté de professionnelles, de princesses ou de mamans. Les femmes sont bien plus que tout cela. Je souhaitais rompre le silence qui entoure des thèmes bien plus larges et je l’ai fait à ma manière. Si quelqu’un a pensé que je suis folle, tant mieux. On ne peut pas découvrir de nouveaux lieux en suivant toujours la même route. J’attends donc de nouveaux commentaires : de nouvelles routes que j’ai envie de suivre.

Happy birthday, blog

Let me start the second year hoping that some English-speaking person will leave a comment on the blog. I can easily translate it so that discussion can follow. And thank you if you will. Any comment helps me deepen my knowledge of the chosen subjects. Those are, indeed, feminine ones. As there has always been a silence surrounding them, let us break the silence together!

Prossima presentazione de “La lettera G” alla rassegna TEMI

Nell’ambito della rassegna Temi (Teatro, Editoria e letteratura, Musica, Immagini) promossa dalla Bibliomedia della Svizzera Italiana di Biasca, dal circolo di cultura e dallo comune, il romanzo La Lettera G verrà presentato

venerdì 10 ottobre 2014

alle ore 20.30

alla Bibliomedia di Biasca

in un colloquio con Erina Forni Belli

Scopri la rassegna: Invito TEMI IDENTITÀ