Non di sola donna vive un blog (Italian only)

“I tempi sono cambiati. Ma no, che sta a pensare! Sono le donne che sono cambiate, gli uomini sono rimasti uguali.” (Cinque minuti, in Punti e interrogativi, p. 41 – #puntieinterrogativi)

 

Delle questioni femminili si è parlato ampiamente nel corso dei decenni scorsi. Meno studiata è la questione maschile. Perciò, anche se è l’8 marzo, sovverto le regole e parlo di essa.

Sul magazine dell’Economist si leggeva: «Come uomo, c’è questa tacita aspettativa che io sia una persona che guadagna, che uccide gli insetti e che sistema le cose in casa. Allo stesso tempo, devo essere sensibile, aiutare a cucinare ed essere presente con i ragazzi». Niente che non faccia, in modo diverso, anche la donna di oggi. Dalla quale ci sia aspetta che accudisca ed educhi i figli, cucini, tenga pulita la casa, essendo al contempo affermata, generatrice di guadagni e attiva sul fronte professionale e famigliare. Restando naturalmente anche sempre bella e desiderabile.

La moltiplicazione delle aspettative ha complicato l’esistenza di donne e uomini, ma misurarci a nuove sfide ha aumentato la nostra profondità, sensibilità e umanità. Siamo più “ricchi” oggi di ieri. Ci sono, tuttavia, ancora diversi aspetti che necessiteranno anni, forse decenni, prima che venga raggiunto un equilibrio. Questo perché, in realtà, i ruoli maschili sono rimasti molto più immutati di quelli femminili. Soprattutto per quanto attiene ai codici di comportamento e alla costruzione identitaria. Questa staticità è fonte di sicurezza, ma non è esente da interrogativi. Come si costruisce, oggi, l’identità del maschio? A quali problemi era confrontato ieri, e a quali oggi? Quali altre sfide l’attendono e come possiamo, noi donne, aiutarli a vincerle?

Come mamma di una bambina e di un bambino, non smetto mai di pormi domande su come portare avanti un’educazione paritaria, basata sul rispetto e sull’amore, fondamentalmente uguale nei concetti, nelle parole, nei sentimenti e nei ragionamenti. Ma appropriata alle loro diverse identità. Chiunque abbia qualche idea, è invitata/o a portarmi nuove prospettive o spunti. Sia come commento personale, che come saggio o romanzo.

Di seguito, qualche risorsa per iniziare ad affrontare la “questione maschile”, sempre che riusciate ancora a trovarla in commercio. I libri sull’identità femminile sono fioriti e appassiti e ogni nuova stagione ci porta nuovi profumi, nuove foglie, nuove comprensioni. E gli uomini che scrivono del loro essere uomini? Alcuni esistono. Sempre di più. Ma è come se la questione non valesse la pena di essere posta: l’identità maschile è data per scontata. E questa lacuna, la mancanza di un appoggio dalle diverse scienze sociali, fragilizza proprio gli uomini. E di riflesso anche la società.

Studi sociologici

    • F. La Clecla, Modi bruschi, antropologia del maschio, ed. Eleuthera, 2009
    • L. Ballabio, Virilità, essere maschi tra le certezze di ieri e gli interrogativi di oggi, ed. Franco Angeli, 1991
    • Caputo, Il silenzio degli uomini, ed Feltrinelli (già recensito in Suggerimenti di lettura del mese di giugno 2017)
    • S. Ciccone, Essere maschi, ed Rosenberg e Sellier, 2009
    • Piccone /Saraceno, La costruzione sociale del maschile e del femminile, ed Il Mulino, 1996
    • F. Boni, Mascolinità all’italiana, ed. UTET
    • D. Gilmore, Manhood in the making, tradotto in Modelli culturali della virilità, ed La nuova Italia, 1991/trad 1996
    • G.L Mosse, The image of man, trad in L’immagine dell’uomo, ed. Einaudi
  • Filosofia e psicologia

 

  • E. Zoja, Il gesto di Ettore, ed. Bollati Boringhieri
  • M. Recalcati, Il complesso di Telemaco, ed Feltrinelli
  • D. Demetrio, L’interiorità maschile, ed. Raffaello Cortina

 

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