Per ogni donna uccisa / Pour chaque femme tuée / For every woman killed

“Come dici? Non ci ho visto giusto? Ma se lo guardavo con quegli occhi” (Cuore senza occhi, in Punti e interrogativi, p. 94)

 

Manuela Carmena, sindaca di Madrid, si distingue per la sua lotta contro le violenze alle donne. Nella giornata internazionale del 24 novembre scorso, ha deciso che la capitale spagnola proclamerà tre giorni di lutto ogni volta che verrà uccisa una donna. Una misura drastica, che potrà sensibilizzare la popolazione a una problematica ancora troppo sottovalutata. Si tratta di una misura concreta, ma dubito che possa sradicare un fenomeno ancor troppo presente.

Per fare questo, occorre una sensibilizzazione precoce.  Il video sul sito dell’Huffington Post è senza dubbio eloquente e sprona a individuare e denunciare gli atteggiamenti violenti. Tuttavia, è soltanto una politica di educazione al rispetto e alla non-violenza – politica che deve rivolgersi ai bambini attraverso la scuola e ad interventi nelle famiglie portatrici di un modello famigliare violento – che potrà, a mio parere, dare il colpo di grazia a un fenomeno di società terribile e diffuso. Dobbiamo provarci, anche se non sempre funzionerà, anche se non sempre sono i figli che hanno vissuto violenze a trasmettere le violenze. Non sempre, ma tante, tante volte ed è sui grandi numeri che dobbiamo concentrarci a questo stadio.

Ho tentato spesso di capire il perché di questi atti sconsiderati, che fuoriescono dai miei schemi mentali. Non potendo affidarmi a nulla, ho cercato nei libri un’analisi, un tentativo di comprensione e di soluzione. Ve ne propongo uno tra tanti: nel saggio Il silenzio degli uomini, Iaia Caputo ci parla di uno smarrimento maschile di fronte ai cambiamenti culturali. E benché l’autrice lo metta in relazione a uomini che uccidono la loro prole per punire la madre, questo smarrimento potrebbe non essere dissimile da quello di cui sono vittime questi assassini di donne. È forse per contrastare il sentimento di vittimizzazione e ritrovare una potenza di cui si sentono deprivati, che alcuni passano dall’altra parte della linea? E cosa possiamo fare per aiutarli?

Sì, avete capito bene: aiutarli. Perché aiutando gli uni salveremo le altre. Ma dobbiamo aiutarli fin da piccoli, prima che si trasformino in mostri. Fin da quando tutto è ancora possibile. Sarebbe un magnifico regalo di Natale per l’umanità.

 

Pour chaque femme tuée

Manuela Carmena, maire de Madrid, agit contre la violence contre les femmes. Le 24 novembre passé, lors de la journée internationale, elle a décidé que sa ville proclamera trois jours de deuil chaque fois qu’une femme sera tuée. Une mesure draconienne, qui sensibilisera à une problématique croissante mais encore sous-estimée. Il s’agit certainement d’une mesure concrète, mais je doute qu’elle puisse éradiquer un phénomène encore trop présent.

Pour cela, il faut une sensibilisation précoce. La vidéo sur le site italien du Huffington Post est très éloquente, car elle sollicite les femmes à déceler au plus vite les signaux de violence et à les dénoncer. Mais seulement une politique d’éducation au respect et à la non-violence – une politique qui doit s’adresser aux enfants par le biais de l’école et à des interventions dans les familles porteuses d’un modèle familial violent – qui pourra à mon avis porter enfin préjudice à cet horrible phénomène de société. Il faut essayer, même si cela ne marchera pas pour tous, même si d’autres types d’enfants, issus de familles non-violentes, pourront le devenir un jour. Mais il faut s’attaquer au problème le plus pressant.

J’ai souvent essayé de comprendre le pourquoi de ces actes qui dépassent totalement ma compréhension. Ne pouvant pas m’accrocher à quoi que ce soit, j’ai cherché dans les livres une analyse, une tentative de compréhension et je vous en propose une : il s’agirait en fait du désarroi des hommes face aux changements sociaux, dont ils se perçoivent en tant que victimes. Victime est le mot clé : afin de retrouver leur ancienne puissance sociale et culturelle, certains hommes n’hésitent pas à franchir la ligne entre citoyen et assassin. Que pouvons-nous faire pour les aider ?

Oui, vous avez bien compris. C’est en aidant les uns qu’on sauvera les autres. Mais il faut les aider depuis leur plus jeune âge. Lorsque tout est encore possible. Ce serait sans doute un magnifique cadeau de Noël pour l’humanité.

 

For every killed woman

Manuela Carmena, mayor of Madrid, acted strongly against violence towards women. On the international day for the elimination of violence against women, the mayor with whom I share the name decided that Madrid would be mourning for three days each woman killed in the city. A drastic measure, which will finally make people aware of this growing plague. This is certainly a good start, yet it will not be able to eradicate violence.

For this to happen someday, we need an early awakening of public opinion. The Huffington Post video (posted on the Italian version) is certainly eloquent,  in that it tells women to be aware of signs of violence in a relationship and to denounce them right away. Yet it is only a global politics on an early education to respect and non-violence, which could to my mind, give a blow to these disgusting acts. It will pass though programs in schools and through detection and intervention in potentially violent families, where violence breeds and develops.

I have tried many times to understand the reasons for these gender-oriented murders, but they are too far from my understanding, too different from my mental functioning. Therefore, I begun to read books and articles, trying to find a scrap of understanding or solution. Here is one worth mentioning: men feel victims of the rapid change in society and try to recover power by killing.

What can we do to help them? These men definitively need help. By helping them, we will save women. However, we need to do it when they are little, i.e when everything is still possible. Succeeding would be one of the best Christmas presents to humanity.

 

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