PARLIAMO DI UOMINI ? / Parlons donc des hommes / Let’s talk about men

“Sì, bisognava proprio che lo ammettesse: aveva trovato un bravo marito” (La lettera G, p. 127)

Parliamo di uomini, per ringraziarli di esistere e di “sopportare” noi donne moderne che, in pochi anni, abbiamo sconvolto abitudini e certezze millenarie. Non è stato facile nemmeno per loro e molti stanno facendo un buon lavoro. Vorrei provare a dedicare alcuni post agli uomini della nuova generazione, e a quelli della vecchia guardia, cercando di capire quale relazione ci lega a loro e come possiamo unire le nostre forze. Perché noi non vogliamo un mondo di sole donne, ne vogliamo uno con gli uomini e stiamo tentando, tra sbagli e mosse giuste, di trovare un nuovo equilibrio che no, non è ancora stato globalmente raggiunto.

Partirò da una considerazione che mi aveva fatto la mia amica Monica (e rimpiango che non l’abbia messa sul blog) dopo la lettura di “Dove sono i padri” (mese di febbraio) mi diceva di un articolo sui paesi del Nord Europa, avanguardistici a livello di parità, dove si segnalavano divorzi dovuti al fatto che le donne non accettano l’ingerenza maschile nelle faccende riguardanti i figli. L’onnipotenza materna di una volta si giustificava con il fatto che era l’unico settore a loro disposizione. Oggi però non è più così.

Ma allora noi donne cosa vogliamo? Perché abbiamo conquistato i territori maschili e non lasciamo gli uomini esplorare le nostre terre? Dopotutto, in ambito di riproduzione anche gli uomini hanno il loro soffitto di vetro: l’utero è ancora prerogativa nostra.

 

Parlons donc des hommes

Parlons donc des hommes, pour les remercier d’exister et de supporter nous, les femmes d’aujourd’hui qui, en trois décennies, avons bouleversé leurs habitudes et leurs certitudes millénaires. Il n’a pas été facile pour eux non plus et beaucoup sont en train de faire un bon travail. Je voudrais essayer de consacrer des posts aux hommes de la nouvelle génération et à ceux de l’ancienne, en essayant de comprendre quelle relation nous lie et comment nous pouvons faire front commun. Car nous ne voulons pas de monde sans hommes et nous sommes en train, en trébuchant parmi les faux pas et la marche soutenue, de trouver le juste équilibre qui non, nous n’avons pas encore atteint.

Je partirai d’une considération d’une amie (qui n’a pas voulu la mettre sur le blog) après la lecture de « Où sont les pères » (mois de février). Elle m’a fait remarquer que (d’après un article) dans les pays du Nord, notamment avancés en termes d’égalité, il y a des divorces causés par le mécontentement des femmes, qui n’acceptent pas de voir les hommes se mêler aux affaires liées aux enfants. La toute-puissance maternelle est bien connue, mais elle devrait appartenir au passé, lorsque le domaine des enfants était le seul qui leur été accordé. Mais aujourd’hui, a-t-elle encore un sens ?

Et nous, les femmes, que voulons-nous? Pourquoi avons-nous conquis les territoires masculins sans leur laisser la possibilité d’explorer les nôtres ? Après tout, en matière de reproduction, les hommes ont également leur plafond de verre : nous sommes les seules à avoir un utérus.

 

Let’s talk about men

Let’s talk about men. First of all, in order to thank them for existing and for bearing with us, modern women who, in a few years, have shaken all their certainties and habits. It must have been hard for them too, and some are doing a great job. I would like to try to write a few posts on men of the new generations, and on those belonging to the old one. I would like to try to understand which relations binds us now. Women do not want a world without men and are trying to find a balance which, oh no, has not been found yet.

I will start by a comment from a friend after she has read “Where are the fathers” (see February posts) She told me that in Northern Europe, notoriously a land of equality between men and women, there are growing divorces, due to women not wanting their partners to take care of the children. I can understand holding on to this task when women had but that to do. But now things have changed.

So, what do women want? We have conquered male territories, why don’t we let them explore and conquer ours? After all, as far as children are concerned, they also have their glass ceiling: they do not have a uterus.

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2 thoughts on “PARLIAMO DI UOMINI ? / Parlons donc des hommes / Let’s talk about men

  1. Credo che la divisione tradizionale dei compiti, per quanto anacronistica, rendeva più semplici le cose. Non credo si possa ‒ e io certo non vorrei ‒ tornare a quel tipo di società, ma a quel tempo non c’era bisogno di dividersi i compiti, le competenze o le responsabilità. C’era una divisione possibile, più o meno imposta, e quella era.

    Ora si deve costantemente negoziare, definire, rimettere in discussione, non solo perché non c’è più un solo modello di riferimento, ma anche perché la situazione di una famiglia cambia durante il corso degli anni. Si cambia lavoro, si riceve una promozione o al contrario il lavoro lo si perde, e l’organizzazione precedente, l’equilibrio che si era trovato, improvvisamente non funzionano più.

    Credo sia più difficile di un tempo, trovare questo equilibrio. Ma è anche più interessante cercarlo.

    • Nel negoziare è implicito il concetto di libertà di scelta, che mi preme molto. Perché se non mi premesse opterei anche io per la semplicità. Il fatto è che quella semplicità era imposta e, quindi, si tratta di un modello ormai per fortuna obsoleto. Magari un giorno sarà semplice anche negoziare, chissà!

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