IL NUMERO DI FIGLI IDEALE / Le nombre d’enfants idéal / The right number of children

“La più terribile  [angheria] era la pressione che esercitava Gina perché Arianna avesse altri figli” (La lettera G, p. 128)

Ritorno da alcuni giorni nella Valle della Loira, in Francia. Una bellissima regione di castelli, ideale da visitare in famiglia. Rifletto sul concetto di famiglia per rendermi conto di un fenomeno diffuso in Francia, che riesce sempre a meravigliarmi: quante famiglie con più di due bambini! E che genitori giovani! Il rapporto dell’Insee dice che l’età media alla quale una donna francese partorisce il primo figlio è 28 anni, ma a me sembra di incontrarne di ben più giovani. Ma non si tratta solo delle donne: anche i papà lo sono altrettanto. Mi pare di poter dire che i giovani francesi pensano presto a formare una famiglia, e attuano il progetto in tempi brevi. Non è così dappertutto in Europa.

Da dove viene questo fenomeno? Le statistiche parlano chiaro: più il diploma della madre è elevato, più tardi avrà il primo figlio. Anche la ripartizione geografica ha un’incidenza: non stupisce che Romania, Bulgaria, Lettonia e Estonia contino le mamme più giovani (25 anni). Italia, Spagna, Lussemburgo e Paesi Bassi hanno invece le mamme più “vecchie”. L’Italia è in testa con primipare di 30 anni, anche se da un’occhiata in internet la media sembrerebbe più alta (32).

Mettendo da parte queste considerazioni di carattere generale, mi colpisce che i francesi abbiano famiglie così numerose. Questo non accade in Italia, benché siano vicine e presentino delle similitudini. Eppure, le famiglie con un figlio unico in Francia sembrano inesistenti, mentre sono il 46% circa in Italia, dove invece solo il 10% delle famiglie ha più di due figli. Anche se le statistiche sembrano smentire questa differenza – in Francia si parla di 1.8 figli per donna, in Italia 1.4, basta guardarsi in giro per notare la differenza. Dovunque in Francia ci si imbatte in genitori con prole numerosa, in Italia la nuova famiglia è a 3, specie se il figlio è maschio.

A questo fenomeno c’è una spiegazione “facile”: in Francia le allocazioni famigliali sono progressive, ovvero aumentano esponenzialmente a partire dai 2 figli. Il famoso 3° figlio dà diritto a più del raddoppio dell’allocazione. sicché una famiglia a 3 figli, per esempio, ha diritto a 300 euro anziché 130 per 2 figli. Si tratta di un incentivo non indifferente che aiuta ad abbattere perlomeno le paure causate dalla crisi economica.

Qualunque siano le ragioni individuali nella decisione di avere dei figli, questo è un fenomeno sul quale vale la pena riflettere. A tal proposito, una buona lettura iniziale è il rapporto dell’ISTAT. Quanto al numero ideale di figli, era una pure e semplice provocazione di lettura.

 

Le nombre d’enfants idéal

Je reviens de quelques jours en Vallée de la Loire, un endroit idéal à visiter en famille, et je réfléchi sur le concept de famille. Je me rends compte d’un phénomène typiquement français, qui ne manque pas de m’étonner : il y a beaucoup de familles avec 3 enfants (ou plus). Et leurs parents sont jeunes ! Le rapport de l’Insee nous révèle que l’âge moyen du premier enfant pour la femme française est de 28 ans. Il me semble pourtant de voir beaucoup de femmes bien plus jeunes! Et non pas que les femmes: les papas le sont également. Les français semblent donc penser très tôt à fonder une famille et ils agissent en conséquence. Ce n’est pas le cas partout en Europe.

D’où vient ce phénomène? Les statistiques sont claires: plus le diplôme de la mère est élevé, plus tard elle aura le premier enfant. La répartition géographique y est aussi pour quelque chose : je ne suis pas étonnée de constater que Roumanie, Bulgarie, Lettonie et Estonie aient les mamans les plus jeunes (25 ans). Italie, Espagne, Luxembourg et Pays Bas les plus « vieilles », l’Italie étant celle dont l’âge moyen des primipares est le plus élevé (30, même si on trouve d’autres sources qui affirment 32)

Ce qui me frappe le plus, néanmoins, est le nombre plutôt élevé d’enfants des familles françaises. Ceci n’est pas le cas en Italie, par exemple, bien que les 2 nations soient voisines et partagent des similitudes. Cependant, les familles avec un enfant unique me paraissent exceptionnelles en France, tandis qu’en Italie elles sont le 46%. Seulement 10% de familles ont plus de 2 enfants. Donc, la famille idéale en Italie parait être celle de L’Enfant unique (un garçon de préférence).

On peut “facilement” expliquer ce phénomène: les allocations familiales en France sont généreuses à partir du 3ème enfant, et cela aide beaucoup, au moins d’un point de vue économique.

Quelques soient les raisons individuelles qui poussent à avoir un ou plus d’enfants, il s’agit d’un thème sur lequel il est toujours intéressant de réfléchir. Le bon nombre n’existe pas : le titre n’était qu’une incitation à la lecture.

 

The right number of children

Back from a family trip in the Loire Valley, a region in France full of beautiful castles, I need to think about the French and European concept of family. In fact, I am always surprised to see how young French parents are, and how many children they have. Three seems to be their favourite number. Official reports claim that the average age for the first child in France is 28, but they look younger to me. Fathers too look younger, so I think I am allowed to state that French people seem to think early about having a family. Not so in the rest of Europe.

It is not surprising that the younger mothers in Europe are from Romania or Bulgaria (25). Neither it is the fact that the higher the diplomas, the older the mother. Italy, though, comes first in statistics about the “oldest” mothers in Europe. What is so different, then, between France and Italy? They certainly have some common ground. How is it then than in Italy, 46% of the families are composed of an only child, whereas in France one can see so many families of 3 children? I guess welfare plays a role: in France, the help families receive is progressive and more than doubles with the 3rd child. It certainly helps in times of economic crisis.

Whatever the reasons for having a family, and independently from the “right” number of children, I suppose this is a subject worth reflecting upon.