La ReGina che sta in tutte noi

“Fossi stata in lei, mi sarei scelta un’altra lettera [….] magari la R di Ricchezza o di Regina [..]” (La lettera G, p. 28-29)

Discutendo di rivalità femminile, il gruppo di discussione “Le donne parlanti” è arrivato alla conclusione che il sentimento che sta alla base di ogni gelosia, invidia o rivalità è la paura. Nella paura di perdere l’uomo che amiamo o di non riuscire a conquistarlo, come nella paura di non ottenere qualcosa a cui aneliamo si annida una paura più ancestrale, più radicata in noi: quella di non valere abbastanza, di non contare niente. Si tratta di una paura che ha preso radici nel genere femminile in secoli di invisibilità e di negazione del loro essere.

Per ciò è importante per le donne sviluppare le loro capacità personali e credere in loro stesse. Sentire di valere, sentirsi « unica » è l’unico modo per le donne di sentirsi forti a sufficienza per non temere – e non invidiare – le altre donne. Invidiamo soprattutto ciò che vorremmo fare o essere, ma.. non ne abbiamo il coraggio…non crediamo esistano i presupposti.. oppure magari non esistono davvero (solo un attento esame di coscienza può dirci la verità). Temiamo di non essere all’altezza, di non essere amate, di non essere apprezzate. E ci battiamo più spesso contro altre donne perché gli uomini ci sembrano “fuori portata”, in pratica partiamo già dal principio che non abbiamo le stesse possibilità di riuscita e gli stessi diritti di loro (il che è purtroppo ancora spesso vero) e che quindi non ci misuriamo con lo stesso metro. Implicitamente, riconosciamo la loro (non innata, ma perlomeno acquisita o imposta) superiorità.

Contrariamente ad altre donne del gruppo, credo che l’accanimento verso un’altra donna sia dovuto alla sensazione di uguaglianza con esse. Gli uomini ci paiono avere possibilità diverse e siamo disposte a concedere loro che non partiamo con le stesse premesse, il che rende la comparazione ben difficile e l’invidia meno forte. Per questo siamo anche disposte ad accettare che non arriveremo agli stessi risultati e spesso a rassegnarci prima di aver tentato. La realtà, poi, è ancor più complicata: le donne sono allevate con la mentalità da principessa (ovvero: non fare nulla, arriverà il principe azzurro e vivrai felice e contenta) e quando vedono una donna che ottiene quel che loro non riescono a ottenere ne sono invidiose, si arrabbiano, tentano di annientarla per farla tornare al loro livello, con l’idea che se l’altra non si differenzia da loro si sentiranno meno male per non aver fatto nulla.

Donne, uno sforzo per “innalzarci” sarebbe nettamente più benefico! Sforziamoci in questo senso e cerchiamo in noi qual è quella qualità o quella capacità che ci rende uniche. Forse è semplicemente il fatto di essere noi stesse, persone uniche e irripetibili. E nulla più. Quella piccola differenza tra Gina e ReGina che dovremmo tutte imparare a riconoscerci e a portare alla luce.

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