La letteratura è donna, ma la scrivono gli uomini

“A onor del vero, Gina non sapeva neppure che anche le donne potessero essere premiate con il Nobel […] eppure ve n’erano state ben ventinove [..].” (La lettera G, p. 196)

 

Per 20 anni ho letto libri di letteratura di tutti gli orizzonti. Credevo così di aprirmi a culture diverse e di acquisire una visione del mondo fondata su basi solide e oggettive, libera dalle ristrettezze di una cultura sola. Tenevo a questo, perché faceva parte del mio percorso verso l’espansione della conoscenza. Per placare la sete di sapere ho dunque letto di tutto e di più: trattati, saggi e, per via dei miei studi, soprattutto letteratura. Non solo letteratura italiana e anglofona, ma anche tedesca, francese, cinese, come pure libri di autori arabi, russi, spagnoli e latinoamericani, asiatici, portoghesi e africani. Si noti il maschile, perché se letteratura è femmina, autore è maschio.

Infatti, la letteratura di ogni parte del globo è scritta prevalentemente da uomini e mi tocca quindi ammettere con riluttanza che la visione del mondo che ho acquisito, per valida che sia, è orientata al maschile. Dunque non è completa. Sono caduta nel tranello ma me lo perdono, perché la consapevolezza non può arrivare presto in un mondo dove il potere economico è in mano agli uomini, per cui anche “letteratura” si è trasformata in sostantivo maschile senza che ce ne siamo rese/i conto. Non ci sono colpe, solo cose date per scontate che, con il bagaglio di oggi, posso rimettere in discussione. Perché se editori, critici e professori universitari sono uomini, non sorprende più che in una cronologia di autori con più di 170 nomi vengano menzionate solo 2 donne. E per curiosità, provate a mettere “grandi scrittrici” in google e vedrete che ve lo corregge in “grandi scrittori”. Chiaro l’inganno? Ma non panichiamo, la situazione non è disastrosa perché queste letture sono state comunque utili e interessanti.

Finora ho letto dunque prevalentemente uomini (75% ??), mi sono impregnata del loro punto di vista e ho imparato molte cose. Sia. Ora vorrei provare a invertire la tendenza, controbilanciare lo squilibrio e completare la mia visione. Come? Leggendo non esclusivamente, ma perlomeno molte più donne scrittrici di romanzi, saggi e pubblicazioni scientifiche (punto su un 75% ma, per le ragioni già menzionate, ne troverò così tante?). Vi invito a fare lo stesso. Che siate uomo o donna non importa, il cambio di visione sarà benefico per entrambi. Tra diversi anni potrei anche scoprire che preferisco la letteratura al maschile, ma fintanto che non ho assorbito anche il punto di vista femminile, non posso giudicare con obiettività quale ritengo migliore. Così per tutti quanti.

Per chi ha poco tempo da consacrare alla lettura e vuole conoscere a colpo sicuro quanto di letterario (non romanzi di intrattenimento) viene pubblicato al femminile, consiglio la rivista Leggere Donna di Luciana Tufani, così da avere delle recensioni che permettano una scelta oculata e indipendente dai mezzi pubblicitari messi in atto dalle singole case editrici (proporzionali alla loro potenza economica). Ma si può anche scegliere casualmente, lasciandosi ispirare da una trama, da una copertina o da un titolo. L’importante è leggere, e di preferenza leggere donna. (Luciana l’ha capito molto tempo fa perché è all’avanguardia e da anni opera in questo senso). È una visione del mondo alla quale non siamo abituate/i e che ci riserverà delle belle scoperte. Le scrittrici di talento ci sono, bisogna solo cercarle.

Mancandomi un sufficiente numero di letture al femminile, non mi sento di spingere oltre questo argomento. Per ora mi basta aver scritto questo post e risvegliato qualche consapevolezza. Adesso torno alla lettura: mi ci vorranno anni per recuperare lo scarto, quindi è meglio che mi dia da fare.

 

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Per cominciare a leggere la letteratura al femminile, ecco qualche nome già conosciuto (l’elenco è soggettivo e assolutamente non esaustivo). Grandi nomi classici che trascendono i secoli e le culture: Pearl Buck, Simone de Beauvoir, Jane Austen, Elisabeth Gaskell, Isabel Allende, Marguerite Duras, Doris Lessing, le sorelle Bronte, George Sand, George Eliot (dopo la lettura di questo post non vi sorprenderà più il ricorso allo pseudonimo maschile) e autrici più moderne: Chitra Divakaruni, Anchee Min, Margaret Atwood, Amélie Nothomb, Nancy Houston, Almudena Grandes, Muriel Barbery, Alice Munro, Laura Esquivel, Xinran, … e in italiano Dacia Maraini, Elena Ferrante, Lidia Ravera, Natalia Ginzburg, Gina Lagorio, Oriana Fallaci, Brunella Gasperini, Simonetta Agnello Hornby, Chiara Gamberale o tra le nuove leve Silvia Avallone. Difficile stilare una lista esaustiva e che renda giustizia a tutte le culture e i generi! Mi si perdoni la scelta soggettiva.

Trovare nuove leve può non essere semplice perché anche in libreria la ratio è a favore maschile e rischiamo di trovare prevalentemente nomi femminili associati a grandi case. Ma è pur sempre un inizio e via via ci si può avvicinare anche a case editrici di dimensioni ridotte ma di ottima reputazione.  Per scovare nuove autrici Internet può rivelarsi una risorsa preziosa: tendendo a bada il rischio di farsi fuorviare dalla pletora di autori proposti, provate i siti web di case editrici minori, di recensioni letterarie, oppure i siti dei grandi distributori generalisti (ibs, amazon, giardino), dotati di motori di ricerca performanti, o i blog.

 

Buona lettura!